Un sorriso per... la ricerca contro le neoplasie del sistema linfatico

Lascito quadrato cancroIl contributo è destinato a sostenere borse di studio per giovani ricercatori nella lotta contro le neoplasie del sistema linfatico.
Beneficiario della donazione sarà l'Istituto Oncologico della Svizzera Italiana presso l'Ente Ospedaliero Cantonale (www.eoc.ch), centro di eccellenza e d'avanguardia in questo campo.


A questo progetto è destinato il 50% del lascito testamentario di Patrizia, a testimonianza di quanto avesse a cuore la ricerca scientifica nell'ambito delle patologie tumorali.

E’ entrato nel vivo il Progetto di ricerca “Il DNA tumorale circolante come biomarcatore nel linfoma Hodgkin classico”
che si svolgerà presso il Laboratorio di Ematologia Sperimentale dell’Istituto Oncologico di Ricerca (IOR) di Bellinzona sotto la supervisione dei professori Emanuele Zucca e Davide Rossi.
 
“Una accurata caratterizzazione prognostica al momento della diagnosi dei pazienti con linfoma di Hodgkin classico (cHL) è fondamentale per ottimizzare le possibilità di cura con un approccio più personalizzato. Un bisogno medico insoddisfatto nel trattamento del cHL è pertanto l'identificazione precoce e accurata dei pazienti ad alto rischio, che potrebbero beneficiare di un'intensificazione del trattamento per massimizzare le possibilità di cura, così come dei pazienti con prognosi favorevole, che potrebbero essere candidati a una riduzione del trattamento con lo scopo di ridurre le complicazioni a breve e lungo termine della chemioradioterapia.
 
Studi recenti hanno confermato che il DNA tumorale circolante (ctDNA) rispecchia il profilo
genetico delle cellule maligne del cHL. Sfruttando il ctDNA e le scansioni PET/CT raccolte durante lo studio osservazionale prospettico IOSI-EMA003 (NCT03280394), abbiamo individuato il carico di ctDNA pretrattamento come un forte fattore prognostico e definito un profilo di mutazioni associabile alla risposta al trattamento e alla sopravvivenza.
 
Le ipotesi che questo progetto vuole verificare sono:
- se ctDNA pre-trattamento è una misura quantificabile del carico tumorale, dell'infiammazione o di entrambi
- se il carico di ctDNA pre-trattamento può essere convalidato come biomarcatore prognostico
- se i sottogruppi molecolari identificati (profilo mutazionale) sono biologicamente plausibili
- se l’integrazione dell’analisi genetica del ctDNA con i parametri derivati dalla analisi delle immagini nelle PET-TAC di stadiazione e follow up è in grado di migliorare la nostra capacità di individuare precocemente i pazienti ad alto e basso rischio.”

La ricercatrice, Dr.a med. Maria Cristina Pirosa
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Il progetto durerà 2 anni e sarà articolato in 3 parti.
 
Parte 1. Studio del ctDNA pre-trattamento come misura quantificabile del carico tumorale, dell'infiammazione o di entrambi.

- Revisione centralizzata delle PET-TAC
- Misurazione simultanea nei campioni di plasma pre-trattamento dei livelli di 71 citochine citochine umane, diverse chemochine e fattori di crescita cellulari
- Correlazione dei dati sopra raccolti con il carico tumorale espresso dal ctDNA
 
 
Parte 2. Validazione del carico di ctDNA pre- trattamento come biomarcatore prognostico

- Raccolta di ctDNA al basale da due coorti indipendenti.
- Correlazione del carico di ctDNA con la sopravvivenza
 
 
Parte 3. Testare la plausibilità biologica dei profili mutazionali

- Analisi della distribuzione, delle dimensioni e della frequenza dei frammenti di ctDNA in tutto il genoma,
- Analisi del carico di neoantigeni
- Revisione delle biopsie diagnostiche per valutare il sottotipo istologico di cHL e lo stato di EBV;
- profilare l'espressione di 1402 geni nelle biopsie diagnostiche concentrandosi sulle interazioni tra tumore/immunità per ricostruire virtualmente il microambiente tumorale
- misurare le citochine nei campioni di plasma basali







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